Panoramica
Una casa editrice (o meglio, la sua proprietaria) ha deciso di aprire un locale dove le persone possono passare del tempo tra libri e bevande calde: dire “caffè letterario” mi sa un po’ di 30enne fuoricorso con lo sciarpino e le Clarks, ma è la definizione più attinente.
Il nome riporta una figura retorica che associa due parole appartenenti a sfere sensoriali diverse: una possibile interpretazione può essere “parole profumate”, visto che oltre a migliaia di libri si possono trovare tantissimi tè differenti.
Poltrona, tè e libro: chiaramente il target non è il maranza con la JBL tarocca a tutto volume, ma un pubblico tranquillo, curioso, che cerca rifugio in un luogo appartato lontano dal caos e dalla frenesia. I colori morbidi e un sottofondo vintage completano l’esperienza, vero nutrimento per la mente.